La verità sul caso Harry Quebert.

Ciao piccoli amici di penna,

giornate un po’ fiacche qui.

Funestata da un anziano torcicollo da adesso caldo / adesso freddo / adesso caldo ancora, con Lui lontano e grave assenza di chiacchiere coccole e futilità, negozi pieni di cose che comprerei ma non posso perchè la piccola saggia che è in me sa che troverò tutto fra due settimane in saldo (ma sa anche che il mondo è pieno di ragazze assatanate con fianchi larghi e tetta stretta), vi mando un saluto languido con uno delle immagini più belle dello scorso weekend, la nostra palla di pelo bianco stranamente coccolosa che languidamente giaceva sul divano mentre io DIVORAVO La verità sul caso Harry Quebert, ossia come diventare dipendenti da un libro che ti scoraggia con la consistenza di un mattoncino, e ti rende dipendente con una storia incredibilmente complessa, strutturata, La storia di un amore incredibile, proibito, totalizzante, malato.

E mi ero detto che una stella cadente era una stella che poteva essere bella ma per paura di brillare scappava il più lontano possibile. Un po’ come me.

 

Immagine

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