Ciao.

Un mio cliente si è ucciso, qualche giorno fa.

Un ragazzo che nemmeno conoscevo di persona, che mi ha fatto innervosire, con mille pretese assurde, un cliente di cui ricordavo sempre la data di nascita, così importante se applicata a Lui, così indifferente se applicata a lui.

Un ragazzo che era nato poco prima di quei Mondiali in seguito ai quali sono nata io.

Lui che sapeva essere euforico e tristissimo, nemmeno mi piaceva come persona.

Vorrei riuscire a scrivere la tristezza che mi si è diffusa dentro, un amaro liquido di contrasto che mi ha avvelenato le vene oggi, leggendo poche righe su un giornale di periferia, quelli in cui trovi sempre biglietti di scuse e cause inspiegabili.

Vorrei poterti dire un’ultima volta che mi dispiace, che nessuno si merita di morire solo.

Vorrei poter riscrivere tutte le email che parlavano di tutt’altro, sperando di indovinare la parola giusta per farti scattare una molla diversa, in quella testa matta.

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