Menouno.

Venerdì scorso, stretti in vestiti troppo invernali, umidi e scomodi, ascoltavamo insieme una canzone delicata, strana se vuoi, che racchiude una delle frasi che più mi hanno colpito musicalmente:

“Ma esistiamo io e te, e la nostra ribellione alla statistica”.

Io e Lui siamo proprio una vistosa ribellione alla statistica. A quelle statistiche di coppie che giocano tutti i carichi all’inizio, e poi – come dice Lui – vivono delle cose che fanno.

Mentre correvo il mio post precedente, un A. G. raccontava di una tentazione divenuta gioco divenuta sfida divenuta peccato divenuta pentimento. E a me sembrava tanto come quando urli nelle orecchie a una persona che non ti sta ascoltando. Perché “All’inizio lui era diverso, poi ora è tutto così…

Io ho la presunzione di essere nella coppia meglio di come fossi all’inizio. Perché ci sono stati momenti, vita condivisa, litigi, insegnamenti, che mi hanno reso una Lei migliore.

Credo di non aver dato il meglio all’inizio (anzi, sono abbastanza convinta di aver dato il peggio), e – anche se fa tanto slogan di maglietta da tamarro – io credo sempre che The best is yet to come.

Penso anche che quando due persone si scoprono diverse dalle aspettative, probabilmente sono le aspettative ad essere sbagliate, non le persone.

E spero di poter dare a Lui, ogni sera, la curiosità di addormentarsi pensando a come sarà la me di domani, senza mai dover rimpiangere la me di ieri.

E tra un anno oggi io sposo Te (perché solo i calciatori parlano usando le terze persone).

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