Il cielo su Torino. 

Faccio scorrere l’acqua fredda sulle lenti a contatto trasparenti, e una disegna un dolce arcobaleno rosa arancio nel lavandino, facendomi venire voglia di piangere.

In un giorno lungo sempre, in cui la lontananza é stata tagliente, respiro l’ultima aria di questa città e penso che vorrei recuperare tra mille email di cose da fare quella che mi parlava di una offerta sui voli, vorrei ci fermassimo un po’ a guardare immagini di posti sconosciuti parlandone come la prossima partenza, vorrei aver preso meno salato e più dolce a pranzo, vorrei non aver bevuto quel bicchiere di rosso che mi terrà sveglia tutta notte, vorrei essere su quei divani a Sant Antoni dove il tramonto sembrava esser sempre stato li, vorrei diventare amica di questa città così sfuggente e falso cortese, vorrei infilarmi le cuffiette – anzi una a te, una a me – e ascoltare questa ad alto volume.

Per tutto il tempo che ci è sempre stato negato 

che per averlo abbiamo spesso rapinato 

per le mie dita nella tua bocca per la tua saliva 

per le tue mani 

per il mio tempo che nei tuoi occhi è imprigionato 

per l’innocenza che cade sempre e solo a lato 

per i sussuri mischiati con le nostre grida 

ed i silenzi 

per il tuo amore che è in tutto ciò che gira intorno 

acquista un senso questa città e il suo movimento 

fatto di vite vissute piano sullo sfondo 

Un altro giorno un’altra ora ed un momento 

dentro l’aria sporca il tuo sorriso controvento 

il cielo su Torino sembra muoversi al tuo fianco 

tu sei come me.

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