Tag Archives: Amore

Se questo fosse vero amore.

(Non si parla di Amore, qui, ma di un’altra variazione dell’amore).

Da qualche tempo un’idea mi ronza nella mente: sospetto che un amore che consideravo grande non sia più tale.

È una affermazione forte, riservata a uno di quegli Amici che ha la A sempre grande, e non solo per volontà onomastica. E vorrei farla tutta d’un fiato insieme ad un’altra affermazione, ossia che questo pensiero non sposterà di una virgola il mio, di amore verso questo Amico.

Ma sai quando poi prendi l’insieme A delle parole/promesse, e l’insieme B dei fatti, li unisci come ti insegnavano a scuola e in mezzo trovi poca ciccia? Ecco, penso che queste nostre nuove forme fisiche abbiano un po’ sciupato la forma del nostro amore.

Se penso a quando speravo ci fossi, e non ci sei stato, e a quanto enormemente c’eri in un tempo diverso, mi accorgo che il prezzo di una villa di felicità lo paghi in qualche mattone non di prima scelta, in una tubatura che perde, in un dondolo che cigola un po’.

Io me lo ricordo, quel dondolo che ballava al tramonto e non cigolava mai. E mi manca, quell’ebbrezza folle di anni ormai archiviati.

È così, prima di addormentarmi, quando ci sono ancora gli ultimi rumori a coprire i pensieri che scricchiolano un po’, ti lancio questa provocazione, questa sfida come ci piaceva fare da ragazzi: ti proposi di leggermi, non penso tu lo faccia qui. Ma magari sì, magari leggerai questa lettera e lancerai lo sguardo lontano, magari ti partirà nella testa una canzone drammatica tipo “Celeste nostalgia” e ti farai un sorriso un po’mesto.

Sappi però che io ti amo uguale, poco importa se il dondolo cigola un po’. Però non ho più quella musica assordante di giovinezza che ci assordava le orecchie insieme, e allora qualche rumore in più ogni tanto lo sento.

Advertisements
Tagged , , ,

+ 1.

 

 

Canzone trovala se vuoi
Dille che l’amo, se lo vuoi

Vaaa per le strade tra la gente
Diglielo veramente
Non può restare indifferente
E se rimane indifferente non è lei.

Passare dal 16 al 28 al #beyond non sarà facile.

Niente sarà facile, tra noi.

Ma se fosse stato facile, saremmo state due persone diverse.

Per cui vorrei prometterti di aver sempre voglia di cantare al tuo fianco, come quelle cantatone felici che facciamo durante i viaggi.

Buon +1, buona prima Canzone.

Buon Noi.

 

 

 

Tagged , , , ,

7 + 1, 6 – 3.

Oggi è il 7 +1 del mio compleanno, e mi ritrovo coperta di una Sua felpa, di innumerevoli strati, di un pigiama con le ghiande, a dividere la casa con una madre, tre cani strambi e una gatta matta.

Lontano dal mio mondo, dai punti cardinali che mi danno sicurezza. Da Londra, dove dovevo essere a lavorare nel periodo più importante dell’anno, e a far ubriacare di risate la mia Amica, ma soprattutto da Milano, dove ho il caricabatterie del cuore.

Oggi è anche il + 6 – 3 (circa) dal giorno che sarà il Giorno, ma spero non l’unico Giorno. Di certo non il Primo Giorno, perché di quelli ne abbiamo avuto tanti. Di sicuro Un Gran Giorno, di quelli che puoi raccontare senza stancarti mai, né stancare chi ti ama.

E allora, per rimanere in tema di conti, di certo posso dirti che, conti del Fantacalcio a parte, tra di noi non ci sarà mai un vincitore. Perché in ogni momento in cui ti passo lontano, sento che la vera vittoria è stata incontrarci, e aver avuto l’intelligenza di capire (Tu, prima) che non valeva la pena tirar dritto, ma fermarsi, come dice Silvestri, e pensare aspettiamola insieme l’estate.

E vederti sbucare da quella porta, in questi giorni di silenzi, freddi taglienti e lacrime nascoste, è un regalo che non si può spiegare, se non tirando in ballo le fate, i fantasmi, e quelle storie d’amore che non conoscono tempo, né numero.

All the girls asks “what’s he like?”
I says, he’s kind of shy
But that’s the kind of girl I am,
He’s my kind of guy

 

Tagged , , , , ,

Lui ( o Del perché Lui non è un lui).

Ho riflettuto un po’prima di scrivere queste parole, frutto di una scommessa arrostita di sole spagnolo, perché il timore di cadere (non scadere) in un panegirico scontato (non contato) era forte.

Allora, mi sono immaginata le parole che avrei utilizzato per parlare di Lui se avessi dovuto renderlo concreto agli occhi di una persona sconosciuta.

Alla domanda, perché Lui? Forse la risposta più corretta sarebbe un sorriso. I sorrisi sono il mio nutrimento preferito, e Lui li fa fiorire con generosità sul mio viso. Sarà il responsabile principale delle mie rughe di espressione una volta vecchi, lo so già. 

Lui perché mi circonda con un manto di protezione, e io non ho paura. Posso smettere di difendermi da sola, quando c’è lui. Poi di solito mi dimentico di riattivare la protezione quando sono sola e lo faccio infuriare. Ha quelle dolci preoccupazioni che mi ricordano quando mi arrabbiavo con mio padre che continuava a volermi dar la mano per attraversare la strada ed andare in edicola.

Lui perché, se avesse avuto il privilegio di condividere un po’di vita con il nonno Ivo, si sarebbe fatto amare, di quell’amore sincero che mio nonno provava per la pasta al ragù con il burro sopra. Perché so che Lui avrebbe sempre riso all’ennesimo pranzo in cui mio nonno raccontava che, durante la guerra, per tornare a casa avevo fatto a piedi la strada per Parigi.

Lui perché il Sesso. E non scrivo altro, perché qui più che le parole rispondono le vibrazioni dei corpi.

Lui perché spesso sa più cose di me, e questo minimamente mi indispettisce, massimamente mi inorgoglisce. 

Lui per una violenta brillantezza mentale, sopraffina e complicata. 

Lui perché ha tante cose che non vanno, e che grazie al cielo non sono uguali a quelle che non vanno in me.

Lui che ha paura, ma non paura di essere migliore. 

Lui che sopporta con orgogliosa mascolinità una sconfitta al Fantacalcio.
Poi adesso basta perché se scopro tutte le mie carte d’amore qui, il 28 maggio dovrò fare un copia incolla di Coelho Gibran e Neruda.

Tagged , ,

Menouno.

Venerdì scorso, stretti in vestiti troppo invernali, umidi e scomodi, ascoltavamo insieme una canzone delicata, strana se vuoi, che racchiude una delle frasi che più mi hanno colpito musicalmente:

“Ma esistiamo io e te, e la nostra ribellione alla statistica”.

Io e Lui siamo proprio una vistosa ribellione alla statistica. A quelle statistiche di coppie che giocano tutti i carichi all’inizio, e poi – come dice Lui – vivono delle cose che fanno.

Mentre correvo il mio post precedente, un A. G. raccontava di una tentazione divenuta gioco divenuta sfida divenuta peccato divenuta pentimento. E a me sembrava tanto come quando urli nelle orecchie a una persona che non ti sta ascoltando. Perché “All’inizio lui era diverso, poi ora è tutto così…

Io ho la presunzione di essere nella coppia meglio di come fossi all’inizio. Perché ci sono stati momenti, vita condivisa, litigi, insegnamenti, che mi hanno reso una Lei migliore.

Credo di non aver dato il meglio all’inizio (anzi, sono abbastanza convinta di aver dato il peggio), e – anche se fa tanto slogan di maglietta da tamarro – io credo sempre che The best is yet to come.

Penso anche che quando due persone si scoprono diverse dalle aspettative, probabilmente sono le aspettative ad essere sbagliate, non le persone.

E spero di poter dare a Lui, ogni sera, la curiosità di addormentarsi pensando a come sarà la me di domani, senza mai dover rimpiangere la me di ieri.

E tra un anno oggi io sposo Te (perché solo i calciatori parlano usando le terze persone).

Tagged , , , ,

All the single ladies.

Oh.

Oooooh.

Dopo anni di emancipazione, dopo che mio marito mi ripete che io sarò il marito della coppia, dopo tutti i luoghi e tutti i laghi (che poi: ci dimenticheremo di Dante, ma verosimilmente ci ricorderemo sempre di Scanu), ritorno a voi amabili e amati lettori con una parentesi di puro femminilismo.

Ho ricevuto un anello con una pietra grande così grande che se fosse un neo lo togliereste , se fosse un brufolo lo odiereste.

Ma è un anello, il Mio anello, e io lo amo.

Io sono il suo Padron Frodo, lui la mia pietra filosofale. Mi illumina la mano come i fari illuminano Paola Ferrari.

Ah, e poi.

Non è che l’ho ricevuto e basta.

Facile così.

L’ho ricevuto in una locanda, su una collina, in una torretta, soli io e Lui (e Miele, perché in ogni scena epica della vita non manca mai un gatto, ci ho pure fatto una tesi una volta).

Insomma, sindacato dei fidanzati: alzate le tabelle con gli standard 2015.

Lui ha fatto di più.

E io lo sposo.

E con tutta la femmeinità di questo posto, inforco la calzamaglia e ve la canto:

 

 

 

Ps. Non dite in giro dell’anello, vivo nel terrore di essere amputata. Spero che all’amputatore serva più un arto inferiore nel caso.

Nel frattempo, mi compro dei guantini color diamante così distraggo i curiosi con la mia proverbiale sobrietà.

Tagged , , , , ,