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Young and Beautiful.

Oggi sono stata sfidata da uno dei miei (due) lettori, che mi ha chiesto di riflettere su questo tema: “I posti cambiano e non ti piacciono più, o tu cambi e i posti non ti piacciono più?”.

Lo spunto, faceto, nasce dalla discussione frivola circa un locale che io amavo, perché era il tipico bar sbagliato in cui tutti i disperati finivano a raccontare alla notte l’ultima storia, che ora si è trasformato in un incolore locale di tendenza, di quelli tutto bianconeronerobianco.

Il mio interlocutore mi accusava di non essere coerente perché un posto che amavo, apparentemente, non è cambiato, ed io invece continuo a sostenere che è cambiato tutto, ma in questo caso non io. Mi ha risposto che Noi cambiamo, ed i posti li facciamo cambiare noi.
Mi è venuta in mente la discoteca che amavo quando ero una ventenne sgambettante (ossia, IERILALTRO, malfidati malfidenti): pensavo che fosse il centro nevralgico di ogni fonte di divertimento impossibile. Appartenevamo a questi posti, dovevamo per forza esserci. Se ci ricapito ora – sotto minaccia – dopo anni, vedo solo un garage senza uscite di sicurezza. Sono spariti i lustrini, se ne sono andate le luci che ti facevano sentire bellissima; ci sono soltanto persone sole e fuoriluogo, dei cocktail troppo annacquati, e dei pavimenti troppo scivolosi.

Io penso che i posti non cambino. Cambia la luce nei tuoi occhi, è come se riuscissi piano piano a mettere a fuoco un’immagine sfuocata. Quando trovi il fuoco, quel che vedi non ti piace.

Parlavo giusto con un’amica ieri, del perché la gente preferisce uscire piuttosto che cenare in casa: entrambe concludevamo che la gente ha bisogno di sentire il Rumore. Specialmente quando è annoiata dal proprio silenzio.

Ho visto Il Grande Gatsby, che ribattezzerei forse l’Inutilmente lungo Gatsby: due ore e ventidue minuti per una trama di uno splendido scritto che si risolve in dieci minuti: Ciao, piacere, ti amo, ti perdo, mi sposo, ti ritrovo, ti riamo, ti metto nei casini, ti ridimentico, Ciao.

Nella bellissima colonna sonora (che insieme alla bellissima scenografia, ai bellissimi costumi – ODDIOQUEICOSTUMI), c’è la sempre lamentosa e divina Lana del Rey che canta parole che vorrei lasciarvi per concludere questo pensiero – contest.

on air:

I’ve seen the world
Done it all, had my cake now
Diamonds, brilliant, and Bel-Air now
Hot summer nights mid July
When you and I were forever wild
The crazy days, the city lights
The way you’d play with me like a child

Will you still love me when I’m no longer young and beautiful?
Will you still love me when I got nothing but my aching soul?

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