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Nove cose da sapere (Fuck the FAQ).

Ora che è passata la bufera lavorativa, in un piovoso venerdì, io qui e la micha lì, buttata in un tragico angolo casual con felpona e camicia da notte natalizia con la renna (perché è un attimo che siamo a Natale), rifletto sul poco tempo che manca al Giorno, anzi al GIORNO, così importante da meritare tutte le maiuscole, come quando in un messaggio vuoi far capire che urli (di gioia, qui).

E allora, nove piccole cose (perché diciamolo, quelli che di cose ne scrivono dieci hanno anche un po’ stufato) senza soluzione di continuità su quello che accadrà da ora.

1 – Non sopporto che persone che si ripetono. le trovo molto poco attente. e odio ripetermi. in questo periodo in cui le domande sono spesso simili, non so mai se e cosa io abbia già raccontato. Perciò metto tre cose qui, che dico sempre, così almeno mi ricorderò di averle dette: le FAQ del matrimonio, insomma.

2 – Prima cosa: Il mio vestito sarà splendido, anche se lo zio terrorizzato da farmi fare la figura della poratcha dice che è un abito da nazista. 

E questo non significa croci celtiche, ma un vestito semplice, senza pizzi pazzi, perline, lustrini, colombe bianche, cigni intrecciati, un vestito così semplice da provocare un unico pensiero ossia: mazza come sta bene e star bene senza niente vuol proprio dire essere belli.

3- A chi mi chiede “è tutto pronto?” la risposta è sempre “sì, quasi” ma la vera risposta dovrebbe essere NO CAZZO STO MORENDO DI AGITAZIONE DA IPERPERFORMANTE. non so quando fare le cose, che magari sono pure già fatte, ma che io penso sempre possano essere fatte in un modo migliore.

4- Non c’è un tema del matrimonio, o meglio il tema è ognuno al meglio delle proprie potenzialità. Non c’è un colore del matrimonio, ecco se non venite vestite color Stabilo Boss lo apprezzo, ma del resto potete venire anche con un colore di pelle diverso per l’occasione, noi non vi giudichiamo.

5 – Seconda cosa: io ho delle scarpe brutte e povere, mio marito delle scarpe bellissime. Penso che questo come moglie sarà il primo gesto che non gli perdonerò mai del tutto. Come fidanzata, per ora mi limito a non vedere quel sacchetto Rosso Amore dentro la nostra scarpiera.

6 – Al nostro matrimonio ci si divertirà tantissimo. Questa è una presunzione della quale non mi voglio privare. So che sarete felici nel renderci felici.

7 – Dubito ci saranno foto in posa. Perché il nostro rapporto non è mai stato fermo, si è sempre mosso, vive di microassestamenti che lo rendono un terreno merviglioso e instabile, come le strade di San Francisco che ci hanno visti così giovani e innamorati.

8 – Non asfalteremo il pratino all’inglese per agevolare la vostra camminata con i tacchi, né tantomeno la mia. Sarà più una situazione gioiosamente demenziale alla Mai Dire Banzai.

9 – Terza cosa: e se piove? non pioverà. E se fa freddo? non farà freddo. Il mio vestito non prevede un di sopra, il che renderà tutto più a portata di orribili complicazioni intestinali. Ma per essere belli bisogna soffrire, cfr. anche punto 2.

10 – Chi si commuoverà di più?

A te che sei il mio presente

a te la mia mente

e come uccelli leggeri

fuggon tutti i miei pensieri

per lasciar solo posto al tuo viso

che come un sole rosso acceso

arde per me.

(L. Battisti, La Luce dell’Est)

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Fiori d’arancio.

ci sono stati quelli di una mia Amica, una che la sera prima delle sue nozze mi ha portato a casa con i bigodini in testa, ringraziando me, perché c’ero. Lei di una bellezza tanto difficile da descrivere quanto da dimenticare, lei finalmente felice che mi chiede se è tutto sotto controllo, perché in un giorno in cui deve abbassare l’asticella della perfezione mi rende con orgoglio la sua vice. Lei che alza l’asticella di amicizie Grandi, di quelle che non prendono nemmeno in considerazione la possibilità di non esserci, come quelli che rinunciano alla colazione del venerdì notte per avere quella del sabato mattina.

Sono queste le persone a causa delle quali le persone “bravine” con le amicizie poi sembrano ai miei occhi mediocri. 

Tra le ortensie e le peonie di quel gran giorno, il colore più bello é stato il sorriso di Chi sapeva di star facendo, in quel momento e sempre, la differenza. Di chi non chiederebbe mai di essere inserito in un titolo di coda, perché lui le storie le crea, non ci si accoda. E peccato per quelli che sono state solo comparse. 

Lo senti il profumo dei fiori d’arancio? Fra poco ci sbocceranno nei cuori. 

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