Tag Archives: ritorni

Sabato pomeriggio.

Passerotto non andare via cantava Claudio, ed invece in un giorno di inverno un passerotto è tornato.
Ho avuto un messaggio strano, poi una email buffa, poi un incontro tenero, con la mia professoressa preferita del liceo, quella che urlava il mio nome come si fa con i discoli, ma lo faceva sempre con un sorriso furbetto.
L’ho ritrovata dopo anni timida e piccolina, alla ricerca di un consiglio che forse era più una richiesta di esserci. Mi ha detto una frase dolcissima, che mi ha avvolto il cupree di tenerezza: mi ha guardato con quegli occhietti tenaci e mi ha confessato Ti ho chiamata per aiutarmi non pensando alla professionista che sei, ma alla mia studentessa che eri, quella che faceva le versioni con il sorriso e che già sapevo sarebbe diventata quella che sei. Mi ha confidato che la vita le ha fatto tanto male, e le ha tolto pure la possibilità di arrabbiarsi troppo altrimenti si ammala, ma lei é ancora li, pronta ad arredare le pareti dei suoi anni con nuovi quadri, dopo che chi lei amava se li è portato via insieme alle sue certezze.

qualche giorno dopo, dandole alcuni consigli che mi aveva chiesto, mi ha salutato dicendo “parlare con te ha reso il mio sabato pomeriggio da triste a brillante” ed io ho sorriso, sapendo che se ora posso migliorarle il sabato pomeriggio è perché sono persone come lei che mi hanno costretto e convinto a tirar fuori le palle.

(No dai, il video di Baglioni non lo posto).

 

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The best never rest.

ciao eh, son qui di nuovo.

Domenica prima dell’inizio di una nuova, interminabile, stagione d’arte (del non soccombere). Condizione sentimentale peggiore, ossia ioquiluilà, senza la palladipelo bianca che ci riempie il silenzio di chiacchierine a quattro zampe.

Niente in frigo, una zuppa del pleistocene in freezer. cacchio, la domenica senza pizza è amara, ma quella con zuppa forse pure peggio.

C’è già buio fuori, il nido mi ha accolto con una bolletta da pagare e un rubinetto da aggiustare.

Ma. Ma.

Ho un pc finalmente che funziona, grazie a un amico che spero riesca a breve a far funzionare la sua vita come vorrebbe, e a far rifunzionare il cuore.

Ho due kg in meno – DUECHILIINMENO – di quando vi ho salutato per le vacanze, e sono decisa a non farli tornare. sarà un inferno. ma ce la devo fare, nei pantaloni respiro di nuovo con felicità.

Ho tanti libri da leggere, un fantacalcio da vincere, tre puntate di uno dei miei telefilm preferiti, un paio di stivali bellerrimi per l’inverno milanese (in uno non entro. da mettere in nota: necessario dimagrimento collo piede destro).

Ora vi saluto, piccoli lettori. Due post da leggere dovrebbero tenervi compagnia e rendervi meno amaro l’amaro caffè del lunedì.

Mi siete mancati. On air, questo:

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La verità sul caso Harry Quebert.

Ciao piccoli amici di penna,

giornate un po’ fiacche qui.

Funestata da un anziano torcicollo da adesso caldo / adesso freddo / adesso caldo ancora, con Lui lontano e grave assenza di chiacchiere coccole e futilità, negozi pieni di cose che comprerei ma non posso perchè la piccola saggia che è in me sa che troverò tutto fra due settimane in saldo (ma sa anche che il mondo è pieno di ragazze assatanate con fianchi larghi e tetta stretta), vi mando un saluto languido con uno delle immagini più belle dello scorso weekend, la nostra palla di pelo bianco stranamente coccolosa che languidamente giaceva sul divano mentre io DIVORAVO La verità sul caso Harry Quebert, ossia come diventare dipendenti da un libro che ti scoraggia con la consistenza di un mattoncino, e ti rende dipendente con una storia incredibilmente complessa, strutturata, La storia di un amore incredibile, proibito, totalizzante, malato.

E mi ero detto che una stella cadente era una stella che poteva essere bella ma per paura di brillare scappava il più lontano possibile. Un po’ come me.

 

Immagine

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