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10 Km.

Ho cominciato con questa cosa matta del correre, ve l’ho già raccontato.

Non vi ho detto che in un momento di delirante ottimismo ci eravamo iscritti ad una 10 km che si terrà questa domenica, e da lì è partito il progetto corri corri corri ovvero come sopravvivere dopo il km 5.

Un agosto vissuto alla Rocky Balboa, bici e corsa e poi bici ancora, correndo quasi ogni giorno e rincorrendoci sulle nostre bacheche piene di bigliettini.

Poi da metà mese Lui ha cominciato a non star bene, problemi sempre diversi e maledettamente uguali, morale a terra come non mai. Difficile trovar la spinta. E poi io pareva dovessi partire e quindi ciao grazie, al primo umido di settembre liberi tutti e via ai mesi di forno acceso e carboidrati elaborati. 

Poi Lui stava ancora male, io non partivo più, e allora mi son detta da capo, riproviamoci, non sarà bello come averlo accanto che veglia su ogni mio passo, ma sarà ancora più bello sapere di avere Lui col sorriso che mi dà un motivo ed un obbligo per arrivare al traguardo.

Dopo una notte di corse con una Amica vera, dopo che vedendola sorridere così felice – nonostante a metà percorso avessi la certezza che mi avrebbe colpito – mi son detta ero così mesi fa, e ora son qui, ce la posso proprio fare. Dopo tutto questo, dopo le barrette energetiche che manco fossi un maratoneta, dopo le calzine rinforzate che vai a capire perché, dopo tutto questo ieri è stato un giorno orribile.

Ed è arrivato lui, correndo, a mettermi nei piedi queste scarpine serie e brillanti, per ricordarmi che è la paura il rivale peggiore, in ogni gara, che sia da correre o no. 

E allora ho capito che posso correre i dieci km, ora, e che lui starà bene, presto.

Ps. Domenica non correrò, parto per una gara ben peggiore. Ma nella mente sono già sotto il traguardo, che sarà domenica prossima, al ritorno, da Noi.
  

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Asleep from Day.

piccoli amici che leggono ciao, in queste righe se guardate con attenzione sono nascosti i miei ultimi atomi di energia.

Sono quei puntini brillanti – no, non quelli che sembrano goccioline d’acqua, quelli sono starnuti che esplodono a caso sul pc – che pulsano sotto il cappuccio della mia felpa, tirata su per nascondere i capelli confusi e per riparare due occhi pesanti.

Occhi grigi, come mi dicevano ogni tanto da bambina, come si scrive sulla carta di identità quando vuoi fare il figo e un po’ non sai bene distinguere i colori: occhi puntati avanti, come dicevo oggi a Lui, ma all’avanti prossimo, non a quello lontano.

Lui che oggi è chiuso in un mondo che non può piacergli, che infrange i sogni come i cristalli liquidi sullo schermo della tua vita, e li fa correre lontano, dove vorrebbe correre lui, dove ha paura di non trovare un traguardo.

E allora gli dico, spostiamolo questo traguardo. Quando abbiamo paura di non arrivare al domani, il segreto è pensare che la nostra meta sia in realtà il dopodomani. Corriamo sapendo che l’importante non è dove arriviamo, ma dove pensiamo di dover e poter arrivare. Il traguardo è il punto in cui cadono i sogni che lanciamo alla partenza.

In questi giorni di lontananza mediatica ho potuto leggere dolci parole che nascevano dalle vib(e)ranti discussioni avute con il mio amico di penna tasti, una sulla malinconia e la tristezza e l’altra sulle persone che Ascoltano.
Sulla seconda, sorrido pensando a un’amica che ieri si è presentata in ufficio da me con due calici di vino, a cui io ho affidato una bottiglia autografata da me, che aspetterò di bere quando sarà tornata da un mondo sabbioso e dorato, magari per festeggiare un nuovo traguardo della sua corsa. In quel momento mi sono venute in mente le persone che Ascoltano, quelle a cui puoi donare un pensiero sapendo che si ricorderanno di innaffiarlo. Quelle che ti chiedono Come stai? e ti leggono la risposta prima negli occhi, e poi tra le labbra.
e invece della malinconia non parlo, non in una sera così, non io qui Lui là, non io con il suo parmigiano e lui senza i miei baci, non io con il freddo intorno al cuore e lui senza il mio corpo caldo intorno.

Have me to you
I shine along underneath your view
I’ll be the one
To let you know when you’ve come undone .

Mazzy Star + Chemical Brothers, Asleep from Day.

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